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lunedì 23 agosto 2021

«Più contagi? Normale senza lockdown» – La Provincia Pavese

Il virologo Maga: «Un anno fa uscivamo da un periodo di grandi restrizioni. Ora sono i vaccini che evitano casi gravi»

pavia

Più contagi e morti per Covid nell’estate 2021, quindi con i vaccini, che in quella 2020. A raccontarlo sono i numeri ufficiali. «Non bisogna però pensare che i vaccini non siano efficaci – avverte il virologo del Cnr di Pavia, Giovanni Maga -. Anzi i vaccini sono decisivi». Allora perché questi numeri? «Perché nel 2020 venivamo da mesi di lockdown duro, ora per fortuna ci sono state molte meno restrizioni – risponde Maga -. E soprattutto bisogna tenere conto che le varianti sono ancora più contagiose della prima versione del virus, che abbiamo iniziato a conoscere a febbraio-marzo 2020. Senza vaccini ora avremmo una situazione decisamente peggiore».

In Italia il 1°giugno 2020 erano 424 i pazienti Covid in terapia intensiva e 6.099 nei reparti ordinari. Il 1° giugno 2021 erano 989 le persone ricoverate in rianimazione e 6.292 quelle negli altri reparti ospedalieri. Il 1° luglio 2020 erano 87 i pazienti in terapia intensiva e 1.025 nei reparti Covid. Il 1° luglio 2021 si registravano 225 ricoverati in terapia intensiva e 1.532 pazienti nei reparti ordinari. L’1 agosto 2020, erano scese a 43 le persone in terapia intensiva e a 705 i ricoveri nei reparti Covid. Il 1° agosto 2021 si contavano 230 pazienti nei reparti di rianimazione e 1.954 pazienti negli altri reparti. Per quanto riguarda, i decessi, nel mese di luglio 2021, sono stati in totale 497 mentre nel luglio 2020 erano stati 373. Stando in Lombardia il 20 agosto 2020 si contavano 155 ricoverati ordinari e 16 in terapia intensiva e veniva rilevati con 13.757 tamponi 504 nuovi casi. Esattamente un anno dopo, quindi il 20 agosto 2021, c’erano 314 ricoverati ordinari, 41 in rianimazione e 504 nuovi casi su 34.547 tamponi.

«Lo scorso anno c’erano meno casi perché eravamo appena usciti da mesi di pesanti restrizioni che avevano permesso di evitare la diffusione del virus – ribadisce Maga -. Non possiamo impedire che il virus circoli, ma possiamo fermare le conseguenze gravi con i vaccini e usando ancora accorgimenti come l’igiene delle mani e il mantenimento delle distanze quando c’è molta gente. Bisogna anche tenere conto che le varianti attualmente presente sono più contagiose, il virus circola con più facilità. Se non ci fossero stati i vaccini saremmo stati in una situazione ben più grave».

Attualmente secondo Maga infatti la diffusione del contagio non è preoccupante, anche se i numeri sono più alti rispetti a quelli del 2020: «La curva del contagio è in ribasso, ci sono problemi solo in alcune regioni con ospedalizzazioni alte. In particolar modo la Sicilia, ma anche Sardegna e Toscana – spiega l’esperto pavese -. Tutti i virus pandemici, come sempre avvenuto nella storia, hanno continuato a circolare. Non possiamo quindi evitare che ci siano contagi, ma si può fare in modo di ridurre le conseguenze gravi. Abbiamo i vaccini anti Covid che sono un’arma decisiva». Quindi eventuali risalite del numero assoluto di contagi non devono spaventare. «Può essere che avvengano, anche vista la grande mobilità che c’è stata nel mese di agosto verso i luoghi di vacanza – sottolinea il virologo -. Quello che conta è che gli ospedali restino liberi di malati Covid, quindi che i sintomi del virus siano ridotti. Ogni anno prima della pandemia circolavano già influenze, con sintomi ridotti non costituiscono un grave problema per la salute pubblica».

L’estate sta finendo e si va incontro all’autunno, lo scorso anno proprio a fine ottobre erano ricominciate le restrizioni. Ma non c’erano i vaccini.

Che autunno sarà? «Mi aspetto che con la prosecuzione della campagna di vaccinazione anche tra i giovanissimi gli effetti più gravi del virus non si manifestino più come lo scorso anno – risponde Maga -. Importante in queste settimane è continuare ancora la campagna vaccinale, più persone sono coperte, più i sintomi gravi spariscono. In questo caso il virus potrebbe diventare endemico ovvero continuare a circolare, però senza creare più tutti i problemi che abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo anno e mezzo. Il Covid potrebbe ancora esserci, ma diventando una malattia con effetti minimi e socialmente accettabili come le influenze».—



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