Torna l’incubo a Wuhan. La città dello Hubei che aveva visto i primi morti di polmonite anomala a fine 2019, quando ancora la malattia non aveva assunto il nome attuale, ha confermato sette nuovi casi accertati tra i suoi lavoratori migranti: stando alle cifre dei media locali, era da giugno dello scorso anno che non si contavano più contagi a Wuhan. Proprio per questo è scattato un nuovo LOCKDOWN con la chiusura di tutte le scuole e non solo.
La variante delta del Covid spaventa quindi anche la Cina, che ha confinato, come si legge su Il Messaggero, milioni di persone nelle loro abitazioni e ha effettuato tamponi a tappeto per contenerne la diffusione. La nuova ondata è stata registrata all’aeroporto Lukou di Nanchino, tra i dipendenti dello scalo che stavano pulendo un aereo arrivato dalla Russia, e si è rapidamente diffusa in altri quartieri della città da 9,3 milioni di abitanti (tutti sottoposti a due round di tamponi nei giorni scorsi).
L’attenzione, però, è oggi concentrata sulla località di Zhangjiajie, nella provincia interna dello Hunan, il cui focolaio è stato definito il “ground zero” del contagio dal più famoso epidemiologo della Cina, Zhong Nanshan. Proprio al focolaio di Zhangjiajie, che ha visto un forte numero di turisti da Nanchino, sono collegati i primi due casi dalla fine di gennaio registrati a Pechino la settimana scorsa, una coppia di ritorno dalla località turistica dello Hunan. L’ultimo aggiornamento della Commissione nazionale per la sanità ha confermato quattro nuovi casi, più un asintomatico.

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