I punti chiave
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Nella mappa dell’Italia colorata in base alle misure restrittive anti-Covid è ormai scomparso il rosso. Resta solo il bianco (per tre regioni, numero destinato a crescere nei prossimi giorni) e il giallo (il resto del territorio). Ma se si ingrandisce la cartina comparirebbero 8 macchioline rosse: corrispondono ad altrettanti comuni che, mentre altrove cominciano le manovre per le vacanze, a causa di contagi in aumento sono “chiusi” con divieto di spostamento in entrata e uscita, chiusura delle scuole (lezioni in Dad), limitazioni degli spostamenti e di tutte le attività commerciali (garantito solo l’asporto) e coprofuoco lungo (dalle 22 alle 5). Distribuiti in tre Regioni del Sud (Sicilia, Campania e Basilicata), i cittadini in “lockdown” sono in totale circa 35mila.
Quattro comuni in rosso in Sicilia
Quattro degli otto comuni in zona rossa si trovano in Sicilia. L’ultimo a entrare in lockdown è stato Santo Stefano di Quisquina, paese di 4.400 abitanti in provincia di Agrigento: la Regione ha proclamato dal 2 a 10 giugno la zona rossa, a causa della positività al Covid di 35 ragazzi. Ancora sette giorni in rosso (fino al 10 giugno) per Geraci Siculo (1.800 abitanti), “chiuso” insieme ad altri tre comuni del palermitano che però sono tornati prima (3 giugno) al giallo regionale (Lercara Friddi, San Cipirello e Vicari). Aumento di persone positive al Covid e perciò “rosso” fino al 10 giugno per il comune di Prizzi, ancora nel palermitano. Stessa scadenza prorogata per Scordia (Catania), il più grande dei comuni interessati da misure di lockdown con i suoi 17mila abitanti. Scadute invece il 3 giugno le restrizioni d’emergenza per due comuni in provincia di Catania (Maniace e Maletto).
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Due casi in Basilicata
In Basilicata sono due i comuni sono in zona rossa: Acerenza (2.400 abitanti) e Montemilone (1.500 abitanti), entrambi in provincia di Potenza. Le restrizioni dovrebbero concludersi domenica 6 giugno, anche se a Montemilone (in lockdown dal 29 maggio) rischiano di essere prolungate.
Lockdown in due centri nel salernitano
Si trovano nel salernitano i due comuni campani chiusi dai sindaci dopo un’impennata di contagi: si tratta di Laurino (fino all’11 giugno) e Piaggine (fino al 6 giugno), rispettivamente 1.500 e 1.200 abitanti. Nel primo, ha spiegato il sindaco il 1° giugno, «la situazione epidemiologica sta avendo una veloce evoluzione» con un «costante aumento» del numero dei positivi e delle persone poste in isolamento fiduciario. Da qui la decisione di ricorrere a misure di sicurezza: limitazioni agli spostamenti e il coprifuoco dalle 22 fino alle 5.
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